ARCHIVIAZIONI ? ANZIANI UCCISI DUE VOLTE !

27.08.2020

COMITATO CRA/RSA DI MODENA E REGGIO EMILIA:

"CON QUESTE ARCHIVIAZIONI I NOSTRI ANZIANI LI STANNO UCCIDENDO DUE VOLTE. ABBIAMO FIDUCIA NELLA MAGISTRATURA MA NON RIMARREMO INERMI SE CERTE DECISIONI DOVESSERO NASCERE ANCHE SUI NOSTRI TERRITORI".

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Il Comitato dei familiari delle vittime nelle Cra/Rsa di Modena e Reggio Emilia e provincia, seguito dall'Avv. Gianni Casale letto l'articolo pubblicato il giorno 20/07/2020 su "Le corvette dell'Isola d'Elba" nel quale viene riferito della richiesta di archiviazione da parte del P.M. Dott.Antonio Mariotti del procedimento relativo alla gestione del Covid nella RSA "Puccetti" di Gallicano (Lu), esprime profondo cordoglio e solidarietà ai familiari dei deceduti ed evidenzia il proprio giudizio su di un provvedimento che non può non essere considerato iniquo ed ingiustificato in fatto ed in diritto.

Da quanto si apprende alla lettura dell'articolo citato pare infatti che nella Rsa "Puccetti" alla fine di marzo siano risultati positivi al Covid 19 ben 14 ospiti sui 16 totali (2 ospiti erano in isolamento) e che la presenza del virus all'interno della struttura "è stata scoperta per caso" a causa di una ospite recatasi all'ospedale per un intervento chirurgico.

Da quel momento sarebbero stati eseguiti i tamponi a tutti con la infausta scoperta dei 14 ospiti positivi, positività riscontrata anche in 10 operatori (probabilmente la quasi totalità). Il Dott. Mariotti, stando a quanto si legge, avrebbe richiesto l'archiviazione sulla base del fatto sono che erano "troppo gravi le patologie dei quattro pazienti deceduti" e che non vi è "nessun nesso di causalità tra le morti e il contagio da Covid 19".

Riteniamo tutto questo non accettabile. Non è accettabile il fatto che in una struttura protetta possa fare il proprio ingresso il Covid 19 nonostante le misure cautelari imposte dalle normative che si sono susseguite sin dai primi casi di Covid registrate nel nostro paese e nonostante il piano Pandemico obbligatorio adottato nelle regioni.

Riteniamo assolutamente non accettabile la mancata cognizione da parte della dirigenza della struttura della presenza del virus all'interno della stessa, virus che ha colpito la quasi totalità dei presenti e che "è stato scoperto per caso". Ci si chiede infatti come possa essere ritenuto plausibile che all'interno della "Paolo Puccetti" nessuno si sia accorto del fatto che ospiti avessero contratto il virus dal momento che, come noto dalla letteratura in materia, i casi di presenza asintomatica sono appannaggio della popolazione più giovane, mentre gli anziani hanno sempre gravi sintomi fra i quali frequentemente febbri alte e difficoltà respiratorie.

La RSA (Residenza Sanitaria Assistenziale) "Paolo Puccetti" è una «struttura extra-ospedaliera per anziani disabili, prevalentemente non autosufficienti, non assistibili a domicilio, abbisognevoli di trattamenti continui e persistenti, finalizzata a fornire [loro] accoglienza ed erogazione di prestazioni sanitarie, assistenziali, di recupero funzionale e sociale» (cfr. Progetto Obiettivo Anziani nazionale (POA), approvato dal Parlamento nel gennaio del 1992), come tale è tenuta al monitoraggio continuo dello stato di salute dei suoi ospiti; ci si chiede dunque come ciò possa essere avvenuto, come sia possibile che nessuno si sia avveduto della presenza del virus all'interno della struttura e ci si domanda infine di quale prestazione sanitaria e assistenziali godano gli ospiti della struttura. Atteso inoltre che gli ospiti della Rsa "Puccetti" hanno una media di età di circa 80 anni, dobbiamo forse pensare a 14 contagiati asintomatici ed a 4 decessi per cause non riconducibili al Covid?

In altre parole, se così fosse, il 100% dei deceduti nella "Puccetti", benché contagiati, sarebbero morti per cause indipendenti al Coronavirus e ciò nonostante il fatto che l'Istituto Superiore della Sanità afferma che solo 1 decesso su 10 contagiati (cioè il 10%) è indipendente dal Coronavirus. Se così fosse Gallicano e la Puccetti dovrebbero essere al centro delle attenzioni degli studiosi di tutto il mondo(!) Non può essere così!

Riteniamo assolutamente non accettabili le motivazioni della richiesta di archiviazione secondo le quali le cause del decesso non sono riconducibili a Covid 19 per la presenza di altre gravi patologie. Certamente chi accede alle RSA è affetto da gravi patologie, certamente chi accede alle RSA non ha una speranza di vita cinquantennale ma sicuramente proprio il virus ha causato il decesso anzitempo delle 4 vittime.

Una morte orribile (la letteratura scientifica così descrive i decessi per insufficienza respiratoria), di persone lasciate sole, senza il conforto dei propri cari e accuditi in qualche modo da personale anch'esso ammalato. Riteniamo inaccettabili le motivazioni della richiesta di archiviazione anche in punto di diritto, certamente infatti il coronavirus ha costituito la "condicio sine qua non" del decesso prematuro dei quattro anziani. Più semplicemente se si fossero adottate le cautele obbligatorie per il caso il virus non avrebbe fatto il suo ingesso nella struttura e 4 persone sarebbero ancora in vita, in grado di godere dell'affetto dei propri cari ed in grado di ricambiare le loro attenzioni.

Non è tutto.

A nostro avviso, se è vero che una gestione diligente della struttura non avrebbe consentito al letale virus di penetrare al suo interno (vi sono molteplici esempi in questo senso di RSA sin da subito Covid Free), la noncuranza e la mancanza del minimo di controlli precauzionali non ha consentito la scoperta tempestiva della presenza della pandemia all'interno della RSA e l'adozione di misure idonee al suo contenimento.

Riteniamo quindi esserci un doppio grado di responsabilità per non avere posto in essere le cautele obbligatorie atte a preservare la struttura dal Covid e per non avere agito in modo diligente per la sua scoperta e la limitazione dei danno. A parere del dott. Antonio Mariotti però nessuno ha sbagliato, non ci sono responsabilità, sono deceduti i più deboli quelli che, comunque sarebbero deceduti. No, non ci stiamo.

Riteniamo questa richiesta di archiviazione assolutamente inaccettabile, in questo modo oltre agli anziani si uccidono i loro familiari, si uccide la giustizia, si torna ad uccidere i deceduti più e più volte e si uccide la speranza di tutti coloro che hanno un caro ospite nelle strutture di tutto il paese. Riteniamo il procedimento atto dovuto, le responsabilità devono essere accertate e chi ha sbagliato deve pagare.

Lo scrivente Comitato si unisce al dolore dei familiari delle vittime della Rsa Paolo Puccetti di Gallicano (Lu), si unisce alla loro richiesta di giustizia perché non avvenga il tipico fenomeno tutto italiano, descritto dal giornalista Marco Palombo, nel quale "chi gestisce i vari poteri, anche quello dei media, si frequenta quotidianamente e sia in genere molto in confidenza con chi opera in altri ambiti locali".


F.to Francesca Sanfelice (Responsabile Comitato Cra e Rsa Modena/Reggio E.) 

F.to Avv. Gianni Casale (Legale incaricato)