COVID19. QUANTO LA COMUNICAZIONE FA PARTE DEL VACCINO.

24.04.2020

Italiani brava gente. Abbiamo un cuore grande, ma a volte ci lasciamo prendere dalla frenesia di contestare tutto con poca lucidità.

La grave situazione di pandemia che ha colpito noi tutti non fa eccezione. E' tema di questi giorni le polemiche che sono sorte in tema dell'App "IMMUNI" scelta dal Governo per cercare di fare uscire tutti dalla Fase d'emergenza e per condurci alla cd. Fase 2 che dovrebbe, ed il condizionale è d'obbligo, condurre alla riprese di una vita "normale".

Il Governo ci ha messo oltre due mesi per affrontare ed approntare una soluzione tecnologia per cercare di dare una risposta che soddisfi il problema logistico di monitorare il territorio.

Non entro nel merito delle modalità, con le quali si è svolta la scelta della Società che la realizzerà, anche se ne vuole "approfondire" l'esame il Copasir - la Commissione parlamentare di controllo sulla Sicurezza nazionale - che, a detta del suo presidente, vuole convocare il commissario nominato per l'emergenza Domenico Arcuri a riferire nei prossimi giorni, ma è doveroso affrontare il grande flop che ha posto in campo il Governo nell'affrontare gran parte di tutta la gestione di questo momento di forte emergenza.

Mi permetto di sostenere che, al di là degli aspetti della gestione concreta dei problemi sul campo, il vero grande disastro fatto da Premier Conte e dal suo stuolo di collaboratori risiede nella Comunicazione.

Quanto alla necessità di una comunicazione trasparente, seria e veramente comprensibile questo Governo si può dire che ha completamente "toppato", e lo testimonia il fatto che molta parte degli Italiani ha grande sfiducia nelle azioni dei nostri governanti.

L'unico messaggio che, ad oggi, gli Italiani hanno ampiamente accettato è quello della limitazione degli spostamenti, di una quarantena forzata e sulla base di un monitoraggio sanzionato.

Tutto il resto è un disastro. E' un disastro anche per l'assoluta carenza di empatia che il nostro Primo Ministro ha saputo inculcare nell'animo dei propri connazionali.

E' passato dalla spavalde rassicurazioni delle prime dichiarazioni ai media in tema Covid19, agli imbarazzanti accorati inviti alla collaborazione per il bene di tutti i cittadini. Forse la prudenza è un valore che i nostri Politici non annoverano nel proprio carnet: un imbarazzante lacuna.

Sulla materia della tecnologia l'ignoranza in cui è stato lasciato "il popolo" è abissale. Il sentore palesemente contrario a tale soluzione che serpeggia tra l'italiano medio è palpabile.

Ma che cosa ci hanno comunicato in pratica ?

Semplice. Ci hanno comunicato che esisterà un App sul telefono che "servirà per farsi gli affari nostri": vorranno sapere chi incontri, chi hai visto, se poi sarai contagioso in modo che, poi, lo faranno sapere alle altre persone con le quali sei venuto in contatto. In pratica uno "sputtanamento totale", a parere dei più.

"E poi, perchè dovrei far sapere i cazzi miei a quelli che stanno a Roma ?" sbotta il sig. Rossi. "Siamo ad un passo da un regime Autoritario che tra poco ci obbligherà a mettere un cip sotto la nostra pelle per controllarci tutti!" aizza lo sparuto gruppetto di anziani il saggio Beppe.

Grazie signor Primo Ministro. L'operazione di comunicazione è stato un trionfo !.

Fallire nella comunicazione è stato almeno grave come il contagio pandemico che andava gestito.

Al contrario la tecnologia andava spiegata sin dall'inizio come un opportunità, un aiuto concreto per riportare la vita ad un livello di quotidianità almeno accettabile nell'immediato. Un aspetto fondamentale con il quale dovremo, giocoforza, convivere addirittura per i prossimi anni, e non "bruciare" lo stimolo ed il desiderio di rinascita di tutti.

Il risultato è scontato: il fallimento di ogni soluzione che debba contare sull'adesione spontanea degli Italiani, a tal punto che il buon Presidente sta già pensando a renderla obbligatoria, e non occorre farsi sviare dalle rassicurazioni buttate in avanti in questi giorni.

Sbagliato il messaggio anzi, il non - messaggio. Sbagliata anche la scelta di un sistema di monitoraggio sostanzialmente passivo che, in pratica raccoglie dati e non offre un servizio attivo verso i cittadini.

In pratica un sistema che chiede al cittadino collaborazione ma incapace di aiutarlo nella gestione dei problemi sociali a cui è chiamato ad una soluzione quotidiana.

Eppure è strano che un Governo detenga una visione così miope, così limitata della soluzione ed è altrettanto assurdo che gestisca emergenza su emergenza a colpi di decreti dopo ancora quasi tre mesi senza avere un quadro anche normativo da porre in campo.

Il Governo non ha assolutamente mai preso in considerazione di discutere in parlamento i capisaldi dell'emergenza per dare strumenti più chiari a tutti e non vivere nell'"approssimazione" del "giorno per giorno".

Il risultato è che ora l'incerto regna ancora in una Fase 2 che sarà strategica per rimetterci in piedi e, cosa ancora più grave, che non c'è più tempo per improvvisare.

Ringraziamo i medici e gli infermieri che si sono imolati, a volte, "a mani nude" in una lotta all'inizio impari, così come scappelliamoci per tutti gli infermieri, gli operatori sanitari, i militari e tutti nessuno escluso, ma si sappia che già dal 07/02/2020 nel nostro Paese esistevano soluzioni di gestione integrata della Pandemia e le nostre Istituzioni ne erano al corrente. Gestione del tracciamento della pandemia e autocertificazioni on-line con uso di codici criptati per la riservatezza, gestione del monitoraggio delle RSA, uso di braccialetti interattivi per monitoraggio dei dati medici e sanitari, gestione e monitoraggio del sovraffollamento dei luoghi pubblici, gestione dell'assistenza domiciliare e consegna di materiale alle categorie deboli (anziani e disabili), uso della telemedicina per esami a distanza per gli anziani e malati domiciliari, coordinamento dei volontari sul territorio, integrazione con le centrali operative esistenti erano una realtà quasi tre mesi fa.

Nessuno, pur informato, si è minimamente interessato alla soluzione e ha preferito gettarsi "anima e core" in provvedimenti spesso inutili ed impalpabili rispetto all'enormità del problema.

Il fallimento della politica passa anche attraverso l'incapacità di gestire le situazioni nuove. La grandezza dell'evento ed una gravità senza precedenti non può rappresentare la gomma per cancellare il dilettantismo di una classe politica che pesca in improbabili task force il coniglio bianco per strappare l'applauso.

L'applauso devono farselo gli Italiani per il senso civico espresso ma non godiamo troppo difronte ad un problema ancora irrisolto e se ci chiedono di rinunciare ad un po' della nostra privacy per sconfiggere questo "mostro" non alziamo subito lo scudo ma ragioniamo: in fondo una piccola rinuncia ora ci darà una grande chance per il domani.

In quel "domani" si potrà pensare meglio ma, soprattutto, si potrà pensare da vivi.


Avv. Gianni Casale