RSA: IL SILENZIO NON UCCIDERA' DUE VOLTE I NOSTRI ANZIANI.

11.07.2020

RSA: IL SILENZIO NON UCCIDERA' DUE VOLTE I NOSTRI ANZIANI.

Ho come l'impressione che il silenzio sia calato sulle morti annunciate dei nostri anziani avvenute nelle Residenze Sanitarie Assistenziali su tutto il territorio nazionale e, soprattutto, sul quello dell'Emilia Romagna; mi corre alla mente quello che ripeteva mio nonno dall'alto della sua grande saggezza: "Passata la festa, gabbato il santo !".

Come Studio ci stiamo occupando delle morti avvenute presso la Rsa "Opera Pia Castiglioni" di Formigine (MO) e la Rsa "Villa Bertani" di San Martino in Rio (RE) e noto che da qualche tempo dai giornali la notizia è scomparsa. E' ricomparso il campionato di calcio con tutta la prepotenza della notorietà del "gioco più bello del mondo", mentre sembra che le decine di anziani scomparsi durante la fase acuta della pandemia siano stati ormai catalogati come "danni collaterali".

Forse per alcuni il Covid-19 è un ricordo lontano. Forse per alcuni il problema delle morti dentro le strutture del nostro territorio è qualcosa che va cancellato in fretta, che va dimenticato in fretta, come si fa delle cose di cui si ha vergogna.

Occorre fare per questi anziani quello che è stato fatto per Bibbiano: non bisogna abbassare la guardia, non bisogna lasciare che il silenzio deponga quella patina di indifferenza che non può essere accettata.

I morti nelle RSA del nostro territorio (ma ovunque si stanno muovendo comitati) non sono da considerare morti che possano mai essere accettate o giustificate. Sono, invece, morti annunciate per la carenza di protocolli minimi di gestione e non sarà mai accettata la giustificazione di un evento di particolare eccezionalità.

Dagli atti letti e dalle testimonianze raccolte è chiaro che qualcosa non ha funzionato e non siamo disposti a girare pagina senza che qualcuno renda conto di comportamenti fortemente censurabili e fonte di responsabilità.

Siamo preoccupati per il passato, ma siamo preoccupati per il presente e per il futuro per gli anziani che hanno "resistito" al virus. Ad oggi nessuno ha espresso atteggiamenti e dato quelle certezze che possano rassicurare i parenti degli anziani nelle strutture emiliane.

Il sentimento è quello di chi sta tra l'incudine ed il martello: tra la necessità di essere aiutati e il dramma di non avere certezze che le strutture abbiano gli strumenti e lo "spessore" per reggere un eventuale ondata di ritorno della pandemia.

Ma adesso vogliamo che la Giustizia (quella con la G maiuscola) faccia il proprio dovere, e lo faccia in fretta perchè chi ha sbagliato deve pagare per proprie responsabilità. Lo vogliono i parenti, glielo dobbiamo tutti noi.