“RSA: Una risorsa su cui investire. Non vanno fatti gli errori del passato”

15.05.2020

Ormai se ne stanno sentendo e leggendo di tutti i colori e di tutte le specie. I decessi degli anziani nella RSA sul nostro territorio hanno portato alla luce un problema delicato quanto devastante per gli equilibri emotivi di decine e decine di famiglie.

Quello che prima non veniva sentito come un problema sociale ora, invece, sta smuovendo le coscienze e, soprattutto, la lingua di molti politici che a vario titolo si avventurano in giudizi ma, soprattutto, in improbabili scenari per cercare di dare una parvenza di soluzione al problema dei decessi dei nostri cari morti caduti come birilli all'interno delle strutture sul nostro territorio.

Le soluzioni che emergono dalla nomenclatura chiamata a dare risposte al problema non convincono i parenti delle vittime che hanno contato il nominativo dei propri cari in un bollettino che potremmo definire degno del peggior conflitto.

Se il buon giorno si vede dal mattino si potrebbe dire che siamo nella notte più tetra, lontani da soluzioni etiche e, soprattutto, percorribili. Un conto è cercare di risolvere un problema grave e concreto, ed un conto è sparare soluzioni avveniristiche di illusoria fattezza.

C'è chi invoca un improbabile "budget salute" con soluzioni non residenziali per sollevare il sistema da responsabilità sociali che non può delegare con facili proposte che, tra l'altro, prevedono costi e strutture che assolutamente non sarebbero sostenibili in questo momento.

E' quanto emerge delle parole di Fabrizio Starace, direttore del Dipartimento di Salute mentale dell'Azienda Usl di Modena e chiamato a far parte della Task Force da Vittorio Colao, che alla carta stampata ha rilasciato un intervista dai toni francamente inaspettati preludendo ad uno scenario totalmente nuovo per il mondo dell'assistenza agli anziani.

Il dirigente immagina il mondo del sociale epurato da strutture per anziani preludendo a modelli applicati per i manicomi ben quarant'anni fa quando tali strutture furono chiuse in quanto ritenute criminali.

Francamente il paragone non piace. Paragonare gli anziani ai malati di mente non rende merito a vite spese nel lavoro e nel sacrificio per costruire il futuro del nostro Paese. Starace dimentica che la scelta della collocazione di un proprio parente in strutture protette è spesso il frutto di un percorso doloroso ma necessario.

Gestire un anziano in ambito residenziale sarebbe sicuramente il sogno di ogni coniuge, di ogni figlio, di chiunque ma, al di là dei proclami a caccia di sensazionalismi, il vero problema sarebbero costi non sostenibili dallo Stato Italia.

A noi sembra che sia partita la stagione delle chimere dove ognuno butti sul tavolo improbabili soluzioni pur di procacciarsi facili consensi. Che si spieghi, che si racconti nel concreto che cosa si propone come soluzione veramente percorribile.

Certo è che se colui che è stato chiamato a far parte del "gota" dell'amministrazione per dare soluzioni concrete ed urgenti arriva a paragonare i nostri cari a persone mentalmente instabili probabilmente stiamo percorrendo sentieri pericolosi. Molto pericolosi.

Ci piacerebbe che proposte così futuristiche con assistenzialità specialistica domiciliare deputata a medici ed infermieri presso il focolare di ogni nostro anziano avessero un alto potenziale di realizzazione. Ne saremmo tutti entusiasti, ma vendere illusioni a famiglie che stanno vivendo il dramma della scomparsa di un proprio caro o il timore per la salute di chi ancora respira il sole del giorno, lo riteniamo un operazione molto poco meritoria.

E' altamente intuibile che il costo della gestione personalistica dell'anziano presso le mura domestiche non è sempre possibile. Simili esternazioni rischiano di etichettare i parenti come insensibili collocatari di famigliari in soluzioni alternative quasi come indesiderati pesi famigliari; non è assolutamente così, anzi spesso la collocazione in realtà esterne alla famiglia costituisce un peso emotivo forte.

Piuttosto il sistema va potenziato e meglio strutturato. Si demolisce una casa logora e vetusta e non solo perchè non si è capaci di eseguire le opere di manutenzione. Il parallelismo è calzante. I problemi non si risolvono a colpi di piccone, i problemi si risolvono con soluzioni concrete e sostenibili.

Gli Italiani non hanno bisogno di illusioni, ma di fondate certezze.

Se è vero che questa pandemia cambierà la vita di noi tutti, allora occorre che chi fa politica ed amministra rimanga con i piedi per terra.

Icaro insegni.

Avv. Gianni Casale